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Frammenti di varia disumanità
Racconto del tutto personale del CicapFest2017 dal mio punto di vista per flash, impressioni e personali umiliazioni
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 4 ottobre 2017


Racconto del tutto personale del CicapFest2017 dal mio punto di vista per flash, impressioni e personali umiliazioni
continua
Il migliore amico
post pubblicato in Etologia, il 21 aprile 2012



Alle 14 mando un sms.
Alle 18 e 30 arriva una risposta, fredda, molto fredda.
Io intanto ho pulito casa, tutta casa, fatto la spesa, pagato le bollette, scalato il Monte Bianco... tutte le cose che normalmente una donna fa per non pensare che sta aspettando una riposta ad un sms.
Ok chiamo. Chiamo io e cerco di cavarmela. C'è qualcosa che non va, ma non si può risolvere al cellulare... Ok ci sentiamo domani, ma qualcosa non va... Sicuro che è tutto ok? Si. Ok, a domani.
Non resta che cercare quell'unica persona che mi vuole bene e che mi può capire, che mi saprà rassicurare e consigliare... In inglese è the best friend, perchè gli inglesi non fanno differenza di genere, ma my best friend è un maschio, il mio migliore amico.
Io: Come va? 
Lui: bene, mangiucchiavo.
Io: stai sempre a mangiare. Facciamo un giro?
Lui: non mi va di uscire.
Io: ma facciamo due chiacchiere... Mi serve un consiglio.
Lui: Bucchino.
Io: eh? 
Lui: qualunque problema tu abbia, con qualsiasi uomo, la rispsta è "bucchino".
Io: ...
Io: Sei sempre prezioso!! A domani.



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permalink | inviato da ilbardo.it il 21/4/2012 alle 23:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Io non ti salverò
post pubblicato in Etologia, il 18 aprile 2012


 

Cosa c'è nella testa di un uomo, quando approccia una donna che non conosce? Cosa pensa? Come sceglie le parole? Che si aspetta?
Questo è uno dei grandi misteri dell'umanità.
Molti uomini cercano una mamma, ma altri no, fanno solo finta: le donne disperate, con un bisogno patologico di aiutare, si sa, la danno molto prima.

Stralci di conversazioni su Facebook.

Lui: Vorrei prendere un caffè con te una volta.
Lei: Ti ringrazio, ma preferisco non prendere appuntamenti con uomini che non conosco per niente.

Lui: sei bella come un angelo.
Lei: sono tutto meno che angelica.

Lui: sto attraversando un momento difficile.
Lei: rifatti vivo quando l'avrai superato.

Le donne con poca pazienza invece, vanno spesso in bianco.

Frocio e macho
post pubblicato in pubbliCitando, il 17 aprile 2012


La parola "frocio" è un brutto insulto, se riferito a un uomo, ma è un mero aggettivo connotativo quando lo si usa per descrivere un capo di abbigliamento, un elemento d'arredo, un programma televisivo.
Frocio è qualcosa di così estremamente femminile, così irragionevolmente femminile, che nessuna donna moderna, alla moda e sensata, nessuna donna minimamente equilibrata, potrebbe esprimere tanta femminilità nell'arco della sua intera vita.
Frocio  è considerare la scelta di un abito questione di vita o di morte, frocio è impiegare mezz'ora per il make up, frocio è un programma di un'ora di decoupage. Per questo chiunque ha visto Real time, anche una sola volta nella vita, non può non pensare che sia il canale più frocio di tutto il digitale terrestre.
Non ha a che fare con l'orientamento sessuale o di genere di nessuno, è un orientamento di stile.
Contrapposto a "frocio" c'è "macho" e  anche in questo caso è tutta questione d'immagine.
Davanti allo stereotipo di una femminilità estrema, così estrema da perdere il connotato femminile nel nome, sta lo stereotipo uguale ed opposto di una mascolinità assoluta, senza dubbi o ombre, una virilità come un blocco di marmo.
Birra e spaghetti davanti alla tv e rutto libero.
Il porta bandiera nel vasto modo della realtà digitale di questa visione dell'uomo e del mondo è senza dubbio DMAX.
Che ci fa allora, Alessandro Borghese, il re della televisione frocia, il volto di punta di Real time,  a fare uno spot promozionale per DMAX?
Forse il telegenico chef, figlio di Barbare Bouchet,  dopo anni di cortesie per gli ospiti, fuori menù e cucine con Ale, sta cercando disperatamente una via di fuga.
La tv però è bidimensionale: piatte sono le immagini come piatte le figure che quelle immagini veicolano.
Così l'effetto comico, certamente involontario, è comunque garantito.
La traslazione da uno spazio all'altro non riesce e Ale non prende una nuova dimensione, più rotonda, più ricca e DMAX piomba nel ridicolo.
Tanto valeva metterci Enzo, esperto di moda, stile e matrimoni, a fare quello spot: "Adoro DMAX, perchè ha tutto quello che mi piace: velocità, avventura e tante belle tute di pelle di tutti i colori".
L'uomo della mia vita
post pubblicato in Poesie, il 10 aprile 2012


L'uomo della mia vita
è un uomo assai difficile,
intelligente e stupido,
irrascibile.
Buono e severo,
taciturno e sincero,
testardo.
Da sempre mi porta sulle spalle,
ma mi basta un niente per ferirlo.
L'uomo della mia vita
è nato nel '43
e ha visto la guerra e i partigiani.
Li ha visti e non li ricorda,
ma quel grido di libertà
se lo porta sempre dentro
e quel grido di libertà
me l'ha trasmesso
e a quel grido di libertà
io devo
il coraggio e la fame di vita,
me stessa.




permalink | inviato da ilbardo.it il 10/4/2012 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Bestiale
post pubblicato in Poesie, il 20 novembre 2011


L'avete detto voi
che io devo crescere
ma la vita è una giostra
e io ci sono sopra
e la musica suona 
e io non scenderò
Tra cento cavalli bianchi
uno solo è nero 
ed io ci sono sopra 
ed io non scenerò
Fino al fondo del bicchiere
raschio il piatto col cucchiaio
fino all'ultimo respiro

ed io non scenderò.
Io so chi sono
ed io non scenderò.

Questa la voglio dedicare a Davide Gentili e ai Bestiali e ringraziarli per la serata di venerdì scorso.
Perfetto
post pubblicato in Poesie, il 10 agosto 2011


Nel buio morbido
di un sogno tropicale
brilla un momento una stella
solo due ore vive un fiore
Al tocco di labbra sconosciute
si scioglie il mio mistero
e tutto par esser com'è
e tutto è come dev'esser
Perfetto




permalink | inviato da ilbardo.it il 10/8/2011 alle 10:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Merita di morire
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 28 giugno 2011


chi non si ribella ai soprusi, chi non combatte per i propri diritti, chi non si difende dalle ingiustizie.
E' trascorso quasi un mese dalle elezioni amministrative, quando quasi 230.000 cittadini napoletani hanno dato il loro voto a Luigi De Magistris.
Il programma di De Magistris era semplice e chiaro: lotta alla corruzione, trasparenza e legalità, soprattuto e con urgenza in riferimento al ciclo di gestione dei rifiuti urbani.
Dopo meno di trenta giorni, è ormai evidente che la resistenza della criminalità organizzata e dei gruppi di potere ed interesse con essa conniventi, è dura e organizzata.
Era prevedibile! Era prevedibile, che chi lucra sull'emergenza, trafugando stanziamenti pubblici statali, locali e comunitari, chi sversa abusivamente e senza controlli, chi fa e riceve assunzioni fantasma, si sarebbe ribellato a qualsiasi tentativo di ripristinare un andamento legale delle cose.
Forte dell'appoggio di un governo per la gran parte corrotto e, per il residuo, colluso, la criminalità organizzata ha dato vita ad una campagna di opposizione alla legalità che, solo marginalmente violenta, è soprattutto mediatica.
Una campagna per delegittimare De Magistris e la sua giunta, non certo per colpire l'uomo, ma per riaffermare agli occhi dell'Italia e del mondo, che Napoli non può cambiare, che la camorra controlla effettivamente il territorio e che non può essere che così. Una campagna per convincere il mondo, non che a Napoli ci sia la camorra, ma che Napoli è la camorra, che c'è una perfetta identificazione tra la criminalità organizzata e i cittadini napoletani tutti.
E' una corrispondenza che non esiste, ma che sta entrando nella coscienza collettiva, sia grazie all'efficacia delle proteste orchestrate dai boss e rimbalzate, per le ragioni di più vario interesse politico e criminale, da tutte le televisioni nazionali senza il minimo filtro critico, sia grazie al silenzio di quei quasi 230.000 cittadini, che non stanno dicendo una parola, nemmeno per prendere le distanze, nemmeno per dire "non siamo tutti così", nemmeno per dire "appoggiamo il progetto del sindaco".
Rispetto al quasi milione di abitanti della sola cinta urbana, stiamo comunque parlando di una minoranza, ma non certo di una minoranza esigua.
Dove sono tutte queste persone, perchè non scendono in piazza, che so, per protestare contro l'interessata immobilità del governo? Per esprimere il proprio appoggio ai piani di risoluzione proposti dalla giunta ? Perchè non denunciano chi incendia i rifiuti o li sparge, chi minaccia e corrompe?
Cosa credevano avrebbe potuto fare De Magistris una volta eleltto? Fermare la delinquenza a mani nude? Cosa credevano di dover fare loro, una volta eletto De Magistris? Mettersi in poltrona a contemplare l'avvenuto miracolo?
Merita di morire, chi crede nell'uomo dei miracoli, chi aspetta che la provvidenza risolva i suoi problemi, chi crede di poter vivere tranquillo in mezzo alle ingiustizie ed alle violenze, perchè "io non sona persona per bene", chi lascia che sia la paura a guidare le proprie azioni.
Questa è forse proprio l'ultima occasione, per dimostrare a noi stessi, all'Italia e al mondo, che Napoli e la camorra non sono la stessa cosa, che ci sono ancora persone in città in grado di ribellarsi, che c'è un'alternativa tra far torto o patirlo. Se non saremo in grado di cogliere questa occasione, davvero allora meritiamo di morire... avvelenati. 

Fred Uhlman
post pubblicato in Poesie, il 19 maggio 2011


Labile
un passione labile
un ricordo labile
un contatto labile.
Labile
questo sfiorarsi l'anima
questo scoprirsi fragili
questo cercarsi e perdersi.
Nell'attimo perfetto di un ricordo
e dopo è solo un lungo attenderti
Come vorrrei che fossi qui per me
ancora labile.




permalink | inviato da ilbardo.it il 19/5/2011 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Come vorrei
post pubblicato in Poesie, il 20 marzo 2011


Come vorrei che tu potessi illudermi
e farmi dire "amore mio"
come si trema di paura
nella pazza corsa di una giostra
Vacanza romana, e non mi pesa 
ma regalami un attimo di sogno
Che ti costa?



permalink | inviato da ilbardo.it il 20/3/2011 alle 4:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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